PMI svizzere delocalizzano in Asia

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Le PMI svizzere orientate al mercato asiatico delocalizzano la produzione in Vietnam, Thailandia o India per prepararsi ad una possibile escalation con la Cina, constata oggi (sabato) Simone Wyss Fedele, capa della promozione delle esportazioni svizzere.

"Vediamo una tendenza 'Cina+1'", dichiara la direttrice di Switzerland Global Enterprise (S-GE), l'ente di promozione economica all'estero della Confederazione in un'intervista diffusa da Schweiz am Wochenende.

"Le aziende stanno localizzando lo sviluppo e la produzione in Asia per l'Asia, in Europa per l'Europa e in America per l'America. La globalizzazione sta diventando regionale".

Fitch rialza il rating della Grecia

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Venerdì Fitch ha alzato il rating della Grecia di un notch a BB+ da BB, accogliendo con favore il miglioramento della salute economica del Paese in vista delle elezioni di primavera.

L'agenzia di rating ha assegnato al rating un outlook stabile."Fitch si aspetta ora risultati e proiezioni migliori per il deficit e il debito nel 2022-2024", ha dichiarato l'agenzia in un comunicato.

Il rapporto debito/PIL è pari al 170%, ha precisato l'agenzia, indicando che è stimato al 160,6% nel 2024.Fitch prevede che il prodotto interno lordo (PIL) crescerà dello 0,9% nel 2023 e del 2,3% nel 2024.L'inflazione sta rallentando, ma i rischi rimangono.

Dazi sull'acciaio, gli USA ricorrono

Le misure protezionistiche USA contestate
Keystone Le misure protezionistiche USA contestate

Gli Stati Uniti hanno presentato appello contro una decisione del tribunale arbitrale dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC, WTO nella sigla inglese), che in dicembre aveva dato ragione alla Svizzera riguardo a un reclamo inoltrato nel 2018 contro i dazi americani sull'acciaio e l'alluminio.

Washington ha impugnato anche delibere concernenti la Cina, la Turchia e la Norvegia, hanno indicato venerdì a Ginevra fonti dell'OMC.

Tutti questi paesi si erano opposti alla decisioni, definite protezionistiche, promosse dall'allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump, misure che ora vengono difese anche dall'amministrazione del successore Joe Biden.

Crac FTX: la FINMA tra i creditori

Una presenza inattesa
Keystone Una presenza inattesa

Spunta anche la FINMA, l'autorità federale di vigilanza sui mercati finanziati, nel lungo elenco dei creditori di FTX, la piattaforma di negoziazione di criptovalute finita in bancarotta nel novembre 2022.

Interpellata dall'agenzia AWP, l'autorità elvetica non è stata in grado di spiegarne i motivi: "Possiamo escludere che la FINMA fosse un cliente della società o che negoziasse sulla piattaforma", ha detto un portavoce.

Una spiegazione potrebbe essere che FTX avesse ancora tasse non pagate aperte, ad esempio a causa di richieste di licenze. Tuttavia l'addetto stampa ha aggiunto che non risultano fatture in sospeso a nome della società americana.

Petrolio in aumento e l'oro in calo

Sono in rialzo i prezzi del petrolio venerdì mattina. Il West Texas Intermediate sale dello 0,4% a 81,36 dollari al barile. Stesso andamento per il Brent del Mare del Nord che si attesta a 87,83 dollari, pure in progressione dello 0,4%. Prezzo in calo invece per l'oro venerdì. Il metallo con consegna immediata è quotato a 1’924 dollari l'oncia, in ribasso dello 0,25%.

TAP, Axpo cede la partecipazione

Il gruppo energetico svizzero Axpo ha annunciato la cessione della sua partecipazione del 5% nel capitale del TAP, il gasdotto transadriatico fra il Caspio e l'Italia. Gli acquirenti sono gli azionisti Fluxys (belga, prende l'1%) e Enagas (spagnolo, 4%), per un ammontare complessivo di 210 milioni di euro, quasi altrettanti in franchi.

Aeroporto di Zurigo, Brosi nuovo CEO

Flughafen Zürich, la società che gestisce l'aeroporto di Zurigo, ha trovato un nuovo CEO per sostituire il dimissionario Stephan Widrig, in partenza in aprile dopo 23. Lukas Brosi assumerà le redini. Economista aziendale di formazione, è responsabile delle finanze dell'aeroporto dal 2017 ed è entrato a far parte del gruppo nel 2009.

USA, PIL del 2022 su del 2,1%

Il mercato del lavoro resta dinamico
keystone Il mercato del lavoro resta dinamico

Il prodotto interno lordo statunitense è cresciuto del 2,1% nel 2022, per effetto di un ottimo quarto trimestre e grazie in particolare ai consumi delle economie domestiche. Il ritmo è comunque calato rispetto a un 2021 considerato eccezionale (+3,2%), secondo i dati resi noti giovedì dal Dipartimento del commercio.

Presto dovrebbero inoltre farsi sentire gli effetti della politica monetaria restrittiva adottata dalla Federal Reserve contro l'inflazione.

Le vendite al dettaglio hanno già fatto registrare un calo negli ultimi due mesi, settore manifatturiero e immobiliare sono già entrati in recessione. Quello del lavoro resta invece dinamico